Sanità
Salviamo e miglioriamo la sanità pubblica!
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Sanità
COME TROVARE I SOLDI PER LA SANITÀ
Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatore della proposta: Giacomo Scotton
SINTESI
La proposta prevede la creazione di un contributo sanitario che, similmente a quanto avviene già per i contributi previdenziali INPS, sia dedicato esclusivamente a finanziare il Sistema Sanitario Nazionale, raccolto e gestito da un fondo apposito (come appunto fa l’INPS).
Il Servizio Sanitario Nazionale è attualmente sotto pressione e se non si interviene con maggiori fondi, rischierà il collasso:
● La spesa sanitaria pubblica italiana (2024) è pari a 6,4% del PIL, ben sotto la media UE 2022 del 7,8%.
● Per allinearci servono circa 41 miliardi di euro in più ogni anno.
● Quasi metà dei contribuenti italiani, per varie ragioni, non paga l’IRPEF e quindi non contribuisce direttamente al finanziamento del SSN, pur usufruendone.
Se non interveniamo, rischiamo tagli ai servizi, aumento delle liste d’attesa e maggiori spese private per le famiglie (quelle che se lo potranno permettere).
La soluzione proposta
Un contributo sanitario nazionale, progressivo e dedicato esclusivamente alla sanità pubblica, applicato a tutti i redditi dichiarati in Italia.
● Nessuno escluso: tutti contribuiscono. Chi può di più, contribuisce di più. Tutti partecipano, nessuno resta fuori (così come oggi tutti si pagano i propri contributi previdenziali). Così rendiamo il SSN più giusto, più forte e pronto per il futuro.
● Progressività reale: aliquote basse per i redditi bassi, più alte per i redditi alti.
● Earmarking: le somme raccolte vanno solo alla sanità pubblica, in un Fondo Sanitario Protetto, con regole severe di spesa e controlli anticorruzione.
Come funziona
Oggi il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) viene finanziato principalmente attraverso le normali imposte IRPEF, insieme ad altre entrate fiscali. Tuttavia, queste risorse non sono sufficienti a garantire un servizio adeguato: mancano circa 41 miliardi di euro l’anno per raggiungere il livello medio di spesa sanitaria pubblica dei Paesi europei simili all’Italia.
Non è giusto aumentare le imposte soltanto ai contribuenti che già pagano o ricorrere ancora al debito pubblico.
La nostra proposta introduce nuovi scaglioni di reddito con aliquote progressive eque, applicati a tutti i contribuenti, così che ognuno contribuisca in proporzione alla propria capacità economica al finanziamento della sanità pubblica.
Questi contributi sanitari sostituiranno la quota di IRPEF oggi destinata alla sanità, creando un fondo separato e protetto esclusivamente per il SSN. Il sistema, grazie alla progressività e all’ampliamento della platea di chi paga, consentirà alla maggior parte delle persone di versare meno rispetto all’attuale ripartizione implicita, pur generando maggiori entrate complessive.
Struttura delle aliquote
● Aliquote progressive a partire dallo 0,1% per la fascia 5.000–10.000 €, fino al 15,5% sulla sola parte eccedente i 200.000 € (vedi tutte le fasce nel documento di approfondimento).
Questo meccanismo garantisce che chi oggi non paga nulla contribuisca comunque (seppur con poco), e che il peso complessivo sia redistribuito in modo più equo e sostenibile tra tutti i cittadini, con l’obiettivo di salvare e rafforzare il SSN senza gravare eccessivamente su nessuna fascia.
Rispetto a ciò che oggi ogni contribuente già paga con le proprie tasse IRPEF (e non solo) per sostenere il SSN, e che in futuro con questa nostra proposta smetterà di pagare in quanto pagherà tale cifra (perfino ridotta) versando invece i propri contributi sanitari (usando le nuove aliquote che descriviamo in questa nostra proposta), dovrà versare in più un piccolo extra rispetto ad oggi per contribuire a raggiungere i circa 41 miliardi di euro annui che servono al SSN e che ci metterebbero in linea con la spesa media rispetto al PIL, agli altri Paesi europei a noi simili.
A titolo d’esempio, per mostrare quanto piccolo sarebbe il contributo extra per ogni persona, prendiamo alcuni redditi lordi annuali medi in Italia relativi al 2024 (se oggi entrasse in vigore questa nostra proposta) ogni contribuente con questi redditi, in più rispetto ad adesso, dovrebbe versare come extra per finanziare il SSN:
● Reddito lordo annuo di 24.000 € → contributo sanitario extra di circa 130 € l’anno (11 €/mese) rispetto a quanto già paga oggi.
● Reddito lordo annuo di 32.000 € → contributo sanitario extra di circa 321 € l’anno (27 €/mese) rispetto a quanto già paga oggi.
● Reddito lordo annuo di 60.000 € → contributo sanitario extra di circa 1.701 € l’anno (142 €/mese) rispetto a quanto già paga oggi.
Risultati attesi
● 41 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno, che sommati agli attuali fondi pubblici per la sanità porteranno l’Italia alla media europea di spesa sanitaria.
● Riduzione liste d’attesa, stabilizzazione del personale sanitario, investimenti in strutture e tecnologie, aumento posti letto, aumento copertura con la mutua di farmaci e malattie, medicina di prossimità, e molto altro
● Maggiore equità: oggi molti beneficiano del SSN senza contribuire in proporzione; la riforma bilancia il carico.
Garanzie e trasparenza
Il Fondo Sanitario Protetto sarà separato dal bilancio generale dello Stato:
○ Impossibilità per la politica di usare questi fondi per altre spese.
○ Obbligo di pubblicare online bilanci trimestrali e indicatori di performance.
○ Sanzioni per amministrazioni che riducono altre voci di spesa sanitaria compensando con il fondo.
○ Revisione annuale delle aliquote per adattarsi a bisogni e crescita economica.
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Sanità
AUTOCERTIFICAZIONE DI MALATTIA
Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatore della proposta: Francesco Costiero
SINTESI
Permettere al cittadino di autocertificare i primi giorni di malattia per malesseri transitori spesso non obiettivabili (lombalgia, cefalea, sindrome influenzale, gastroenterite, ecc.) ridurrebbe il carico di lavoro burocratico di tutti i medici e potrebbe potenzialmente responsabilizzarlo maggiormente. E’ una soluzione proposta anche da diversi esperti del settore.
Questo eviterebbe anche di creare assembramento nelle sale di attesa degli ambulatori con potenziale maggiore diffusione di malattie infettive non ancora diagnosticate, oltre che obbligare i pazienti malati a muoversi da casa per farsi visitare al fine di ricevere l’impegnativa del medico per il permesso di malattia per il lavoro per qualche giorno.
Per quanto riguarda il costo, sarebbe rappresentato quasi interamente dalla implementazione del servizio di autocertificazione online o di centralinista automatico appositi, costi che potrebbero essere previsti consultando esperti in web-design e programmazione.
EVITARE APPROFITTATORI:
Bisognerà comunque regolamentare adeguatamente la procedura:
autocertificazione possibile solo per i primi 3 giorni, e solo fino a 6 volte l’anno in mesi non consecutivi, e solo per SINTOMI insorti da poco; i cittadini possono riportare solo questi ultimi, non diagnosi che restano di competenza del medico.
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Sanità
EUTANASIA E SUICIDIO ASSISTITO
Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatore della proposta: Michele Bagnato
SINTESI
Questa proposta affronta il delicato tema dell’eutanasia e del suicidio medicalmente assistito, con l’obiettivo di colmare il vuoto normativo attualmente presente in Italia. L’intento è quello di riconoscere il diritto all’autodeterminazione e garantire, a chi soffre per patologie irreversibili e condizioni cliniche intollerabili, la possibilità di scegliere una morte dignitosa. Regolamentare la morte volontaria medicalmente assistita significa offrire un percorso legale, controllato e rispettoso della persona, evitando l’eutanasia clandestina e tutelando al contempo i pazienti e gli operatori sanitari. È una proposta che pone al centro la dignità umana come valore inviolabile e fondamento di ogni diritto.
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Sanità
GARANTIRE IL DIRITTO DI ABORTIRE
Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatori della proposta: Francesco Costiero, Michele Bagnato, Dennis Verra
SINTESI
La nostra proposta mira a garantire piena attuazione alla legge 194/78 sull’interruzione volontaria di gravidanza, affrontando le gravi disuguaglianze territoriali e strutturali che oggi ostacolano l’accesso al servizio. Il diritto all’IVG è parte integrante della salute fisica e mentale delle donne e un’espressione fondamentale dell’autodeterminazione. È urgente rafforzare i consultori familiari lasciandoli fuori da morali religiose, contrastare l’abuso dell’obiezione di coscienza e promuovere una reale educazione sessuale. Tutelare questo diritto significa assicurare uguaglianza, dignità e libertà di scelta per ogni donna, in ogni parte del Paese.
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