Ambiente

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ACQUA GRATUITA IN BAR E RISTORANTI

Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatore della proposta: Giacomo Scotton

Introdurre l’obbligo per i locali pubblici di fornire gratuitamente acqua naturale di rubinetto ai clienti, come già avviene in molti Paesi europei

SINTESI

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a far pagare l’acqua da bere nei bar e ristoranti. Con questa proposta si vuole introdurre una legge affinché tutti i ristoranti, bar e locali pubblici italiani offrano gratuitamente acqua naturale del rubinetto ai clienti. Non più bottiglie a pagamento, ma accesso libero e illimitato a un bene essenziale per la vita, come avviene in molti Paesi europei e del mondo.

I benefici di questa proposta:

Salute e benessere: promuovere il consumo di acqua riduce l’uso di bevande zuccherate e alcoliche, favorendo scelte più sane.

Rispetto e accoglienza: offrire acqua gratis è un gesto di cortesia e civiltà, simile a quanto avviene in Stati Uniti, Giappone e in gran parte dell’Europa.

Tutela ambientale: ridurre l’uso di bottiglie di plastica e vetro significa meno rifiuti, meno inquinamento e meno CO₂ prodotta dal trasporto.

Equità economica: acqua di qualità è un diritto: nessuno dovrà più pagare per accedere a un bene fondamentale.

Come funziona:
I clienti possono richiedere gratuitamente una ragionevole quantità legata alla consumazione, acqua naturale del rubinetto, servita in bicchieri, caraffe o bottiglie riutilizzabili.

Nei ristoranti, ove possibile, sarà buona norma servire l’acqua appena seduti al tavolo, senza bisogno di chiederla.

Dove possibile, i locali potranno creare punti self-service, per permettere agli avventori di servirsi da soli.

Controlli rigorosi garantiranno che il prezzo del coperto non venga aumentato per compensare l’acqua gratuita. Chi trasgredirà sarà sanzionato.

Un piccolo gesto, grandi benefici
Offrire acqua gratis non è solo un atto di cortesia: è un passo concreto verso un’Italia più sostenibile, equa e moderna. Riduce sprechi, tutela la salute e valorizza la qualità della nostra acqua potabile, tra le migliori d’Europa.

Ti consigliamo di leggere l’intera proposta ricca di dettagli e fonti cliccando al seguente pulsante

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INTRODURRE ANCHE IN ITALIA IL SISTEMA DI CAUZIONE PER BOTTIGLIE E LATTINE

Ufficio Comitati Scientifici di Riforma e Progresso
Curatore della proposta: Giacomo Scotton

Sistema in uso in molti Paesi europei dove i consumatori pagano un deposito su bottiglie e lattine di bevande, che viene rimborsato quando le confezioni vuote vengono restituite nei punti di raccolta

SINTESI

Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale ha portato molti Paesi a sviluppare soluzioni innovative per ridurre i rifiuti e promuovere il riciclo. Tra queste, il sistema del vuoto a rendere per bottiglie di vetro, plastica e lattine di metallo rappresenta una pratica virtuosa che potrebbe essere introdotta anche in Italia, ispirandosi al modello tedesco del “Pfandsystem”. Il Pfandsystem (sistema di cauzione) è un sistema di deposito che incoraggia il riciclo e la riduzione dei rifiuti. E’ stato introdotto in molti Paesi europei come ad esempio in Germania, Austria e Danimarca, attraverso il quale i consumatori pagano un piccolo deposito sulle bottiglie e lattine di bevande (un sovrapprezzo fisso), che viene poi rimborsato quando le confezioni vuote vengono restituite nei punti di raccolta. Questo sistema favorisce l’economia circolare, permettendo il riciclo di alta qualità dei materiali e riducendo il littering (abbandono di rifiuti), in quanto le persone sono incentivate a consegnare correttamente tutti i vuoti nei punti di raccolta appositi, per riavere indietro denaro o buoni spesa.

La proposta mira a introdurre in Italia un sistema nazionale di deposito cauzionale “vuoto a rendere” per bottiglie e lattine, ispirato ai modelli di Germania e Danimarca, con l’obiettivo di aumentare drasticamente i tassi di raccolta e riciclo, ridurre l’abbandono di rifiuti nell’ambiente e spostare i costi della gestione degli imballaggi dai cittadini alle imprese che li immettono sul mercato. Il cuore del modello è la creazione immediata di un ente nazionale non-profit, di diritto privato e basato sulla responsabilità estesa del produttore (EPR), partecipato dai produttori di bevande e dalle filiere coinvolte, con compiti di regolazione tecnica, coordinamento operativo e gestione finanziaria del sistema. 

Questo ente avrebbe il mandato di definire gli standard dei contenitori, gestire un database nazionale, certificare le macchine di restituzione (RVM), coordinare la logistica e garantire il controllo del sistema su tutto il territorio. L’implementazione avverrebbe in modo graduale, partendo da progetti pilota e arrivando a una copertura nazionale attraverso accordi con grande distribuzione, esercizi commerciali, stazioni, centri commerciali e isole ecologiche, assicurando una rete capillare anche nelle aree meno servite. 

Il sistema si auto finanzierebbe tramite il meccanismo della cauzione pagata e restituita ai consumatori, i depositi non riscossi e i ricavi dalla vendita dei materiali riciclati; l’eventuale differenza verrebbe coperta da contributi EPR versati dai produttori, compensabili con una riduzione degli attuali contributi CONAI sugli stessi imballaggi. I costi iniziali di avvio e il fabbisogno di cassa verrebbero sostenuti dall’industria tramite fondi dedicati o linee di credito, riducendo al minimo l’impatto sui bilanci pubblici. Il coinvolgimento dei Comuni permetterebbe di alleggerire i costi della TARI grazie alla riduzione dei volumi di rifiuti gestiti, mentre un sistema di monitoraggio pubblico e campagne informative garantirebbero trasparenza, adesione dei cittadini e valutazione continua dei benefici ambientali ed economici di un vero “Pfand italiano”.

 

Come funzionerebbe:

 

  1. Acquisto e cauzione:
    Quando si acquista una bevanda con un contenitore soggetto a cauzione, si paga un prezzo maggiorato da cui viene separata la cauzione (ad esempio, 0,25 € in Germania per le confezioni monouso). 
  2. Restituzione:
    Le confezioni vuote, contrassegnate dal simbolo del Pfand, possono essere restituite in molti punti di raccolta, come supermercati, tramite macchinette automatiche o al banco. 
  3. Rimborso:
    Il consumatore riceve un buono spesa spendibile oppure il denaro contante per la cauzione pagata. Ovviamente non è nominale, è anonimo e chiunque porti un contenitore, riceverà automaticamente denaro o buoni. 
  4. Riciclo:
    I contenitori restituiti vengono inviati al sistema di riciclo, dove vengono raccolti, separati e trasformati in nuovi prodotti (come nuove bottiglie o lattine), chiudendo il ciclo dei materiali.

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