Obiezione e Diritto d’Aborto
Obiezione e Diritto d’Aborto
Il diritto all’aborto regolato dalla legge 194/78 deve poter essere sempre praticato davanti alla richiesta di qualsiasi persona. La legge dovrebbe altresì essere rivista e modificata, così da poter rendere il diritto accessibile e sicuro a tutte, bloccando definitivamente l’accesso ad associazioni incompetenti.
Noi siamo contrari all’obiezione di coscienza, pertanto ci impegniamo a garantire il diritto all’aborto con ogni mezzo.
Ogni donna deve avere la possibilità di accedervi e di scegliere liberamente analizzando tutte le implicazioni possibili grazie ad un personale competente.
I consigli sull’aborto non devono provenire da associazioni di parte, nè da Pro Vita nè da associazioni femministe.
Ricorrere all’aborto non deve aprire discussioni sulle ideologie contrastanti fra di loro (pro e contro), bensì sulle implicazioni fisiche ed economiche.
Una qualsiasi donna che vuole abortire, trovandosi già in uno stato psicologico alterato, non deve prendere decisioni in base a ricatti, ricompense o false sensibilizzazioni. Chiunque è in grado di scegliere in piena autonomia, poiché solo chi è incinta può sapere se interrompere la gravidanza o meno, anche le ragazze minorenni.
Avere un aborto legale e sicuro sottolineerebbe il riconoscimento della piena consapevolezza di qualsiasi donna nel momento della scelta, eliminando la credenza che debbano essere altre ed altri a scegliere al posto suo.
L’aborto rappresenta la possibilità di diventare genitori quando si è davvero convinti e pronti per esserlo.
Alle donne non possono essere imposti trattamenti disumani come quello di sentire il battito del feto.
L’aborto deve essere accessibile nei primi tre mesi della gravidanza in quanto riconosciuto dalla scienza e dalla legge che all’interno di tale periodo il feto non è considerabile essere umano.
Si devono garantire i diritti civili evitando che le proprie credenze religiose possano influenzare tali scelte.
L’aborto non deve esser visto come una pratica ‘semplice’ e meno complessa di un parto, per questo si devono garantire anche le strutture fisiche, gli strumenti e i farmaci per poter abortire in un ambiente tranquillo, sicuro e che consenta privacy.
L’aborto non è un metodo contraccettivo, per questo lo Stato deve promuovere educazione sessuale e sentimentale nelle scuole.
Lo Stato deve assicurare una prestazione minima per poter abortire, questo significa che deve garantire obbligatoriamente che ci sia un giusto numero minimo di medici disponibili a praticare l’aborto.