Infrastrutture e Trasporti
Infrastrutture e Trasporti
Dobbiamo sviluppare e portare il prima possibile la connessione internet fissa e mobile veloce ovunque in Italia. Risulta fondamentale aumentare i limiti di emissione elettromagnetica e allinearli ai livelli europei, in modo da permettere una maggiore copertura delle reti mobili e maggiore larghezza di banda, specialmente nelle aree rurali a bassa densità abitativa.
Dobbiamo favorire lo sviluppo della rete elettrica, in modo da poter migliorare l’immagazzinamento e il trasporto dell’energia prodotta (specialmente energie rinnovabili non programmabili).
È necessario investire in una rete infrastrutturale capace di collegare l’Italia al meglio con il resto d’Europa, prestando particolare attenzione al trasporto ferroviario. Il trasporto merci su rotaie, che permette di ridurre molto il traffico su gomma, l’inquinamento e i costi, deve essere il settore maggiormente incentivato. L’Alta Velocità deve essere potenziata, specialmente nei collegamenti con gli altri Paesi dell’UE, in modo da semplificare gli scambi, garantire all’Italia una posizione più rilevante e favorire un mercato più concorrenziale.
Per quanto riguarda i trasporti interni, la criticità maggiore riguarda il trasporto pubblico locale: la poca concorrenza ha portato ad una stagnazione del settore a svantaggio dei pendolari e del settore turistico. Il trasporto ferroviario regionale deve essere aperto ad un regime di concorrenza, così come ogni altro settore del trasporto pubblico locale in cui ciò sia possibile. I servizi stabiliti come essenziali dall’Autorità pubblica devono essere assegnati tramite gara d’appalto, garantendoli comunque anche in aree a fallimento di mercato.
Va ripensata e innovata la mobilità urbana al fine di ottenere più sicurezza, meno inquinamento, anche acustico, meno traffico e più gradevolezza estetica, anche tramite l’utilizzo di nuovi tipi di asfalto. La mobilità urbana deve essere orientata ad una multi-modalità, favorendo in particolare la mobilità leggera e pedonale per i piccoli e medi spostamenti. Questo avrebbe molteplici effetti positivi, inclusa la riduzione del traffico.
Per favorire la mobilità leggera è utile lo sviluppo di piste ciclabili protette (separate da cordolo rigido) in modo capillare, separando il traffico lento ciclabile da quello più veloce delle automobili.
La riduzione di morti e feriti in strada deve essere un obiettivo centrale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario agire a partire dai principali punti critici e hotspot di rischio, come ad esempio l’utilizzo delle cinture di sicurezza e le scarse dotazioni di sicurezza del parco circolante italiano. I sistemi di guida autonoma e guida assistita sono una grande opportunità per ridurre l’incidentalità, oltre che area chiave di sviluppo tecnologico.
Occorre aderire allo sviluppo di un framework legale che consenta la sperimentazione e l’utilizzo delle diverse tecnologie in questo ambito.
La transizione alla mobilità elettrica deve essere vista come un’opportunità per le esternalità positive che può portare e per l’aspetto strategico-industriale. Serve rimodulare l’attuale sistema di incentivi all’acquisto di auto a basse emissioni, trasformandolo in un meccanismo europeo di supporto allo sviluppo della mobilità elettrica. La semplificazione burocratica per le pratiche di installazione di stazioni di ricarica è fondamentale.
Il trasporto pubblico non di linea (taxi) va aperto alla libera concorrenza. È necessario abolire il sistema delle licenze.
Si deve incentivare il rinnovo delle flotte marittime tramite l’inclusione delle emissioni fra i parametri presi in considerazione nell’assegnazione dei fondi per la continuità territoriale.
In Italia sono decenni che si investe poco nelle infrastrutture, sia strategiche che ordinarie. Investire in infrastrutture porta benefici sociali ed economici, oltre che migliorare le vite dei cittadini. Le infrastrutture (come strade, ferrovie, porti, reti elettriche, reti digitali ecc.) facilitano la circolazione di beni, persone e informazioni, migliorano la logistica e abbattono i costi di trasporto, rendendo il Paese più competitivo e reattivo.
I grandi progetti infrastrutturali creano occupazione diretta (nei cantieri) e indiretta (aziende fornitrici di materiali e servizi), inoltre, rafforzano settori strategici come l’edilizia, l’ingegneria e l’uso di tecnologie. Le persone possono vivere meglio, risparmiare tempo e accedere più facilmente a sanità, scuola, lavoro e cultura.
Investire in infrastrutture verdi (come trasporto pubblico sostenibile, energia rinnovabile, reti idriche efficienti) è cruciale per affrontare i cambiamenti climatici e aiuta a ridurre l’inquinamento.
L’Italia spende in strade, autostrade ferrovie ed aeroporti circa la metà rispetto alle altre maggiori nazioni europee.
Le infrastrutture colmano i divari tra aree urbane e periferiche o tra regioni più e meno sviluppate, garantendo accesso equo ai servizi e promuovendo coesione sociale e territoriale.