Difesa e Forze Armate

Difesa e Forze Armate

L’Italia dovrebbe adoperarsi all’ammodernamento del proprio apparato militare a partire dalle sfide relative a cyberwar e infowar, oltre che investire in armamenti di nuova generazione più sicuri ed efficienti. Occorre anche potenziare l’apparato di intelligence per far fronte a nuove sfide.

Vogliamo sfruttare maggiormente l’enorme potenziale di ricerca e sviluppo dell’industria militare, con importanti ricadute anche sull’industria civile.

Dobbiamo portare e mantenere stabilmente la spesa per la Difesa ad almeno il 2% del PIL, così come previsto dagli accordi sottoscritti in sede NATO. La spesa deve essere distribuita in maniera ottimale secondo le priorità della Difesa.

Vogliamo tendere ad una Difesa europea, anche delegando più funzioni alle istituzioni dell’Unione. Il fine ultimo dovrebbe essere di avere un vero esercito europeo che garantisca la sicurezza e l’indipendenza da potenze straniere dell’intera UE, pur all’interno della NATO.

Difesa e sicurezza nazionale efficaci e credibili necessitano anche di un’adeguata preparazione della popolazione civile attraverso educazione e sensibilizzazione a gestione di situazioni emergenziali, compresi cyberwar e infowar che influenzano anche alcuni aspetti della vita quotidiana dei cittadini.

Le Forze Armate italiane devono essere trasparenti nei confronti del Parlamento e del pubblico entro i limiti della sicurezza e della possibilità di divulgare informazioni.

L’avanzamento di carriera all’interno delle Forze Armate deve basarsi su merito e competenze, non sulla mera anzianità. Serve anche efficientare la struttura dell’organico. Anche in ambito militare dobbiamo promuovere un ambiente di lavoro sano e non discriminatorio.

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